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lunedì 4 maggio 2009

Marchionne alla conquista di Opel


Sul listino titolo Fiat in volata

Dopo la conclusione dell'accordo con l'americana Chrysler, la casa torinese guarda avanti. L'a.d. Marchionne è a Berlino dove sta trattando per un'alleanza con la Opel. Il fine è quello di "creare un gigante europeo dell'auto", scrive il Financial Times, il secondo per dimensione mondiale. Sarebbe "un matrimonio perfetto" dice Marchionne. E la Borsa apprezza l'operazione. Sui listini di Piazza Affari il titolo del Lingotto spicca il volo arrivando a superare anche quota 8 euro.

Marchionne nella capitale tedesca incontrerà il ministro degli Esteri e vicecancelliere Frank-Walter Steinmeier, il ministro dell'Economia Karl-Theodor zu Guttenberg e l'alto dirigente Opel Klaus Franz. Si tratta di un primo sondaggio, dal vivo, degli umori tedeschi sulla possibilità di una acquisizione della casa automobilistica, operazione da concludere - è l'opinione di Marchionne - in tempi brevissimi: entro la fine di maggio.

Nei piani del manager italo canadese c'è l'ipotesi di creare una società quotata "che unisca le attività con quelle di Gm Europe", come recita una nota del Cda Fiat: ad affiancare la possibile nascita di un "gruppo automobilistico con un fatturato di circa 80 miliardi di euro", ci sarebbe dunque una società - nome provvisorio Fiat/Opel - presente in borsa entro l'estate, con quotazioni separate dalle altre attività del gruppo.

In un articolo pubblicato in prima pagina dal Financial Times ("Il piano della Fiat per creare un gigante europeo dell'automobile"), Marchionne spiega che "dal punto di vista ingegneristico e industriale, sarebbe un matrimonio fatto in paradiso".

(fonte tgcom.it)

giovedì 30 aprile 2009

Fiat-Chrysler, Obama ottimista: Chapter 11 procedura più rapida


L'accordo ci sarà. Entro oggi Fiat firmerà l'alleanza con Chrysler, terza casa automobilistica americana. A rivelarlo sono delle fonti vicine alla trattativa all'Associated Press. Proprio oggi, 30 aprile, scade l'ultimatum imposto dal governo degli Stati Uniti a Chrysler per soddisfare le richieste avanzate dall'amministrazione per la sua ristrutturazione.

Nella notte, i dipendenti della Chrysler hanno votato a larga maggioranza a favore di un accordo di alleanza con la Fiat. Lo ha annunciato il sindacato dei lavoratori dell'auto Uaw (United Auto Workers). Il completamento dell'accordo con Fiat rimane l'ultimo tassello del piano di ristrutturazione che permetterà a Chrysler di sopravvivere, dopo l'accordo con le banche che hanno acconsentito a ridurre i crediti che vantano verso il produttore automobilistico. E' probabile che Chrysler debba far ricorso al Chapter 11, visto gli altri suoi creditori minori non hanno ancora aderito all'accordo raggiunto con le banche per la riduzione dei debiti del produttore dell'auto.

Infatti, secondo l'Ap, sono stati interrotti i negoziati tra i creditori di Chrysler e il dipartimento al Tesoro per ridurre il debito della casa automobilistica di Detroit, che ammonta a 6,9 miliardi di dollari, ed evitare così il ricorso al "Chapter 11". Mentre le quattro banche a cui fa capo il 70 per cento del debito di Chrysler (JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup) hanno raggiunto un accordo per ridurre le loro pretese a due miliardi di dollari, i circa 40 hedge funds che detengono il rimanente 30 per cento del debito hanno cercato di raggiungere un accordo per loro più vantaggioso. Tuttavia, ha detto la fonte, dopo aver accettato di continuare le trattative fino a notte inoltrata, il Tesoro ha deciso alla fine di interrompere il negoziato, dal momento che gli hedge funds non sono stati in grado di trovare un'intesa.

D'altra parte, lo stesso presidente Usa, nel corso della conferenza stampa per i suoi primi 100 giorni, si è detto «più ottimista rispetto a un mese fa» sulla possibilità di salvare la Chrysler e su un accordo della casa di Detroit con la Fiat. Obama ha poi affermato che la bancarotta per Chrysler «è la strada più rapida, visti anche gli sforzi effettuati dai lavoratori, che hanno fatto il massimo».

(fonte ilsole24ore.com)

mercoledì 29 aprile 2009

Marchionne scommette su bancarotta

Lo riferisce il capo dei sindacati Usa

Fiat-Chrysler, il count down è iniziato, ormai è una questione di ore. L'intesa tra le due case sembra sempre più vicina. L'accordo con i sindacati è stato siglato ed anche quello con i creditori. Due tasselli fondamentali. Ma l'amministratore del Lingotto, Sergio Marchionne, rimane cauto, ed è pronto a scommettere sulla bancarotta della casa di Detroit.

Secondo quanto riferito dal presidente del Canadian Auto Workers (Caw), Ken Lewenza, dopo una cena con il numero uno di Fiat, Marchionne, avrebbe detto che "dovendo scommettere" in questo momento, punterebbe sul ricorso al Chapter 11 di Chrysler.
Questo in ogni caso non pregiudicherebbe le chance di chiudere un accordo fra le due società. "Marchionne mi ha detto: "Ken, in due giorni possono succedere tante cose, ma se fossi uno scommettitore, punterei sulla bancarotta"", ha riferito Lewenza dopo l'incontro a Toronto, al quale ha partecipato anche il vicepresidente di Chrysler, Tom LaSorda.

La trattativa intanto va avanti: dopo l'intesa con i sindacati per ridurre il costo del lavoro, il Tesoro Usa - secondo la stampa americana - avrebbe raggiunto anche quella con i quattro grandi creditori della casa di Detroit per la ristrutturazione del debito: JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley.

In base all'accordo con le banche, il debito, pari a circa 6,9 miliardi di dollari, verrebbe svalutato a due miliardi, con Chrysler che li pagherebbe in contanti. Alla bancarotta si potrebbe ricorrere se i piccoli creditori non aderissero al piano di ristrutturazione del debito.

L'intesa con le banche segue quella raggiunta con Uaw (United Auto Worker), in base alla quale una quota del 55% andrebbe al sindacato, mentre la Fiat avrebbe il 35% e il 10% sarebbe controllato da governo e creditori.

(fonte tgcom.it)

martedì 31 marzo 2009

AUTO: GM; SI APRE IL DOPO WAGONER, FUTURO FA PAURA

TITOLO SOTTO PRESSIONE A NY, CEDE 25%; BANCAROTTA PIU' PROBABILE

General Motors volta pagina: dopo otto anni si chiude l'era di Rick Wagoner che si 'sacrifica' affinche' la societa' abbia la possibilita' di ottenere ulteriori fondi dal governo. Un 'sacrificio' al quale si sottopone forte di poter incassare - secondo indiscrezioni stampa - 20,2 milioni di dollari fra pensione e benefit. Il timone del colosso di Detroit finisce nella mani del chief operating officer Fritz Henderson, identificato da Wagoner come 'uomo chiave' per una ristrutturazione di successo. Il terremoto ai vertici e le ombre che si addensano sul futuro della casa automobilistica fanno precipitare il titolo in Borsa, dove cede a fine giornata il 25,97%.
Valutando il piano presentato di ristrutturazione presentato in febbraio non adeguato, l'amministrazione Obama spinge Gm a fare di piu' e fissa in 60 giorni il termine per la presentazione di un nuovo progetto con tagli piu' radicali. Secondo il governo, comunque, una bancarotta 'chirurgica', assistita e garantita dal governo, sarebbe la soluzione migliore. Gm fa resistenza ma allo stesso tempo ammette, tramite Henderson, che una bancarotta assistita dal governo e' piu' probabile anche se non rappresenta la prima scelta della societa', visto che un bancarotta' 'strategica' con il governo garante sarebbe meno rischiosa di un ricorso al Chapter 11. Cosciente della 'storica opportunita'' che le viene concessa dall'amministrazione', Gm si impegna nei 60 giorni a disposizione a migliorare il suo piano: 'La nostra preferenza e' quella di completare la ristrutturazione fuori dalla corte.
Comunque Gm intraprendera' ogni azione necessaria per una ristrutturazione di successo, che potrebbe includere un processo supervisionato dal tribunale'. 'Abbiamo significative sfide davanti a noi. Sono fiducioso sul fatto che la squadra di Gm avra' successo e che una Gm piu' forte e in salute giochera' un importante ruolo nel rivitalizzare l'economia americana', spiega il neo amministratore delegato Henderson, sottolineando che 'l'amministrazione ha detto chiaramente che si aspetta da Gm sforzi di ristrutturazione piu' ampi e veloci. Voglio che gli americani sappiano che capiamo questa esigenza. La strada e' dura ma l'obiettivo finale, cioe' quello di una Gm piu' forte, lo condividiamo'.
L'amministrazione Obama, comunque, sembrerebbe premere per un ricorso al codice della bancarotta, attraverso il quale Gm come Chrysler sarebbe divise in due: una Gm 'buona' e un 'cattiva', cosi' come una' Chrylser 'buona e una cattiva'. La Gm 'cattiva', nella quale confluirebbero i marchi Humemr e Saturn, ma anche gli stabilimenti con performance negative, sarebbe liquidata, mentre quella buona riuscirebbe a uscire piu' agevolmente e velocemente dalla bancarotta.
(fonte ANSA)

Fiat-Chrysler: Obama benedice l'accordo e Marchionne ringrazia

Al via il piano Usa di sostegno della Casa Bianca che spera di salvare Gm e Chrysler ma non è escluso il ricorso alla bancarotta per avviare un «nuovo inizio».

La crisi dell'auto, secondo Barack Obama è un «fallimento delle leadership da Washington a Detroit, ma non lasceremo scomparire la nostra industria: servono nuovi piani credibili per la ripresa». Lo ha detto a Washington il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annunciando il piano della Casa Bianca per cercare di migliorare il grave stato di salute dell'industria dell'auto, con un messaggio che ha il sapore dell'ultimatum all'indirizzo di Chrysler : «Ha trenta giorni per raggiungere un accordo di fusione con la Fiat la cui dirigenza ha saputo mettere a segno un turnaround impressionante. La Fiat - ha continuato - porterà in dote nuove tecnologie per contribuire allo sviluppo di nuove auto a minori consumi». Ad Obama ha risposto, ringraziando, l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne e affermando che l'alleanza salverà posti di lavoro.
Dopo la sollecitazione di Obama, dal quartier generale della Chrysler è stato diffuso un comunicato che ha ribadito lo stato dell'arte delle trattative con Fiat: «Chrysler, Fiat e Cerberus hanno raggiunto un accordo su uno schema di alleanza globale, con il sostegno del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti». Detto questo, la casa Usa non nasconde come esistano «ancora notevoli ostacoli da superare». Da segnalare tuttavia che l'accordo di cui parla il comunicato, hanno precisato l'ufficio stampa dell'azienda americana e quello di Fiat, è «un accordo basato sulla revisione del precedente accordo non vincolante siglato con Fiat». Non si tratta ancora, dunque, dell'accordo teso al completamento dell'alleanza tra Chrysler e Fiat che Obama ha posto come condizione per l'erogazione di nuovi aiuti federali, fino a 6 miliardi di dollari. Indicativo quanto ribadisce comunque Nardelli. Il numero uno di Chrysler scrive infatti che la società «ha detto ripetutamente che Fiat rafforza il suo modello di business che amplia il suo livello di competitività a livello globale». Ancora, «Fiat rafforzerà la capacità di Chrysler di creare e conservare posti di lavoro negli Stati Uniti; darà ai consumatori americani più scelte per l'acquisto di veicoli avanzati che rispettino l'ambiente; fornirà ai concessionari più di quei prodotti di cui necessitano per operare con successo; aiuterà a stabilizzare la base dei fornitori; e permetterà a Chrysler di restituire più presto i prestiti governativi». Arriva dunque più di una dimostrazione di fiducia su Fiat, vista ora dallo stesso Governo degli Stati Uniti come un requisito imprescindibile per garantire la sopravvivenza dell'azienda americana.
Il piano di aiuti Usa per l'auto- L'amministrazione Obama alza dunque il velo su nuove misure per rilanciare le vendite di auto negli Stati Uniti e sostenere così le due grandi malati di Detroit, Gm e Chrylser e di riflesso Ford. Il Gigante dell'Ovale Blu sembra infatti riuscire a reggere anche perché almeno in Europa ha performato meglio di quanto abbia fatto Gm con Opel negli ultimi mesi.
Il presidente americano Barack Obama ha spiegato che tra misure adottate figurano sgravi fiscali per chi acquista un'auto nuova fra il 16 febbraio 2009 e la fine dell'anno.
«Questo consentirà - ha spiegato Obama - alla famiglie di risparmiare centinaia di dollari e si potrebbe tradurre in un aumento delle vendite di 100.000 unità».
Il Governo inoltre si impegna a garantire gli obblighi di Gm e Chrysler nei confronti dei propri acquirenti: «Spero che quello che sto annunciando oggi risponda alle domande che la gente si pone sul futuro di Gm e Chrysler. Ma nel caso ci fossero ulteriori dubbi fatemi domande il più chiaramente possibile: se comprate una vettura Chrysler o Gm continuerete a ricevere i servizi come sempre.
Le garanzie saranno al sicuro, infatti saranno più al sicuro che mai perché a partire da oggi il governo americano sarà dietro le vostre garanzie».
«Se i nuovi piani non funzioneranno - ha detto Obama - prenderemo in considerazione un ricorso pilotato all'amministrazione controllata per Genelar Motors e Chrysler». Non è da escludere – ha detto che un nuovo inizio per Gm e Chrysler possa arrivare proprio con «il ricorso al codice della bancarotta come meccanismo per assicurare una ristrutturazione più forte».
Il ricorso alle procedure fallimentari potrebbe «rendere più semplice» alle due Case automobilistiche «ripulirsi rapidamente dai vecchi debiti» e ripartire in condizioni migliori, ha sottolineato l'inquilino della Casa Bianca.
La Casa Bianca non intende dunque agire direttamente. «Non abbiamo – ha detto Obama alcuna intenzione di gestire Gm. Vogliamo che Gm diventi una società più forte e competitiva».

(fonte ilsole24ore.it)