mercoledì 29 aprile 2009

Le Poste nel mirino dell'Antitrust


Istruttoria sui bollettini postali

Le Poste Italiane sono finite nel mirino dell'Antitrust che ha avviato una istruttoria per "possibile abuso di posizione dominante nei servizi di incasso e pagamento". In particolare per l'Authority le Poste applicherebbero "condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose agli utenti postali che devono pagare i bollettini postali, scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti quali la rendicontazione".

L'Antitrust si è mossa dopo la denuncia inviata da una associazione di consumatori dopo l'aumento di 10 centesimi (a 1,10 euro), dal primo ottobre 2008, della commissione per i bollettini postali. L'istruttoria contro Poste è stata aperta lo scorso 23 aprile e verrà chiusa entro fine aprile 2010. L'Antitrust rileva che Poste, con i bollettini postali, presta un servizio sia a chi paga sia a chi riceve il pagamento, ma con "una politica commerciale" che prevede "commissioni di incasso per i soggetti beneficiari anche nulle facendo invece gravare, sul lato del soggetto debitore, che esegue il versamento, una commissione di 1,10 euro a bollettino". Quindi con "condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose" per i clienti che pagano i bollettini postali "scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti", come la rendicontazione.

E' possibile, ipotizza l'Antitrust, grazie ad una "condotta abusiva", una strategia per difendere la forza di mercato ed escludere servizi concorrenti: l'Autorità rileva per esempio che sui bollettini postali prestampati non viene indicato il codice Iban del beneficiario che consentirebbe di effettuare il pagamento anche tramite banca, e che così in pratica le uniche forme alternative di pagamento sono "riconducibili al conto BancoPosta (online o con carta di credito), quindi alla propria rete, e non alla rete interbancaria" usufruendo "di condizioni meno onerose". Per l'Antitrust "il potere di Poste Italiane di determinare gli standard del bollettino postale escludendone l'interoperabilità al di fuori della rete postale ostacola lo sviluppo di modalità di pagamento alternative offerte da altri operatori".

Sotto accusa i costi delle commissioni per il "bollettino Postale", un "prodotto esclusivo di Poste Italiane", la forma di pagamento più usata dagli italiani per servizi che vanno dalle bollette delle utenze alle multe, con - emerge dal provvedimento dell'Antitrust - una media mensile di poco meno di 47 milioni di pagamenti nel 2008 e poco meno di 563 milioni nell'intero anno. Molto più di strumenti alternativi come i "Mav" postali (37,5 milioni di operazioni nel 2007) ed i bollettini bancari "Freccia" (2,5 milioni nel 2007. Quando il totale dei bollettini postali era stato di oltre 600 milioni con una media mensile oltre i 50 milioni).
Poste ha una "quota di circa il 90% del mercato".

(fonte tgcom.it)

Marchionne scommette su bancarotta

Lo riferisce il capo dei sindacati Usa

Fiat-Chrysler, il count down è iniziato, ormai è una questione di ore. L'intesa tra le due case sembra sempre più vicina. L'accordo con i sindacati è stato siglato ed anche quello con i creditori. Due tasselli fondamentali. Ma l'amministratore del Lingotto, Sergio Marchionne, rimane cauto, ed è pronto a scommettere sulla bancarotta della casa di Detroit.

Secondo quanto riferito dal presidente del Canadian Auto Workers (Caw), Ken Lewenza, dopo una cena con il numero uno di Fiat, Marchionne, avrebbe detto che "dovendo scommettere" in questo momento, punterebbe sul ricorso al Chapter 11 di Chrysler.
Questo in ogni caso non pregiudicherebbe le chance di chiudere un accordo fra le due società. "Marchionne mi ha detto: "Ken, in due giorni possono succedere tante cose, ma se fossi uno scommettitore, punterei sulla bancarotta"", ha riferito Lewenza dopo l'incontro a Toronto, al quale ha partecipato anche il vicepresidente di Chrysler, Tom LaSorda.

La trattativa intanto va avanti: dopo l'intesa con i sindacati per ridurre il costo del lavoro, il Tesoro Usa - secondo la stampa americana - avrebbe raggiunto anche quella con i quattro grandi creditori della casa di Detroit per la ristrutturazione del debito: JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley.

In base all'accordo con le banche, il debito, pari a circa 6,9 miliardi di dollari, verrebbe svalutato a due miliardi, con Chrysler che li pagherebbe in contanti. Alla bancarotta si potrebbe ricorrere se i piccoli creditori non aderissero al piano di ristrutturazione del debito.

L'intesa con le banche segue quella raggiunta con Uaw (United Auto Worker), in base alla quale una quota del 55% andrebbe al sindacato, mentre la Fiat avrebbe il 35% e il 10% sarebbe controllato da governo e creditori.

(fonte tgcom.it)

Balzo della fiducia dei consumatori Ad aprile indice Isae al top dal 2007

Balzo in avanti ad aprile per la fiducia dei consumatori. L'indice, rileva l'Isae, dopo due mesi di calo, è salito a 104,9 da 99,8, miglior risultato da dicembre 2007. L'indicatore sul quadro economico generale segna la crescita più marcata, attestandosi a 71,6 da 67,7 di marzo; sostanzialmente stazionario l'indice sintetico sulla situazione personale degli intervistati, a 119 da 119,1. Migliorano, in particolare, le attese relative alla situazione economica del Paese, al mercato del lavoro e alle possibilità di risparmio. La crescita della fiducia é diffusa a livello territoriale, più forte al Nord e meno intensa nel Centro Sud.

(fonte ilsole24ore.com)